mercoledì 11 gennaio 2017

Lorenzo de Medici e "Il trionfo di Bacco e Arianna" - Canto Carnevalesco

Composto in occasione del Carnevale del 1490, Il trionfo di Bacco e Arianna è una poesia di Lorenzo de Medici, il Magnifico, appartenente ai Canti Carnascialeschi, un genere musicale diffuso nella Firenze del Quattrocento. Come suggerisce il nome, questi canti canti erano eseguiti nelle feste di Carnevale, accompagnati da carri e maschere. La metrica è di tipo folklorica, simile alla barzelletta o alla ballata.

Annibale Carracci, Trionfo di Bacco e Arianna



Il trionfo di Bacco e Arianna è forse il più rinomato canto di Lorenzo il Magnifico, con il quale invita alla gioia e alla spensieratezza ed esalta la giovinezza, rappresentata dai due innamorati, Dioniso e Arianna, e dal corteo di satiri e ninfe. Ecco a voi il componimento:





Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Quest'è Bacco e Arianna,
belli, e l'un dell'altro ardenti:
perché 'l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia: 
di doman non c'è certezza.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or, da Bacco riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo 
se non gente rozze e ingrate:
ora, insieme mescolate,
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l'asino, è Sileno:
così vecchio, è ebbro e lieto,
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che gioia aver tesoro,
s'altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siàn, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c'ha esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.